“Truffaut?”
“No.”
“Kubrick?”
“Sopravvalutato.”
“Hitchcock?”
“Ma per favore.”
“Ok. Vediamo: Chaplin?”
“No.”
“Caspita, neanche Chaplin?”
“Neanche lui. Troppo datato.”
“Dio santo. Kurosawa?”
“Noioso.”
“Bunuel?”
“ Niente da fare.”
“Bunuel! Ma sei impossibile.”
“Impossibile.”
“E ne vai fiero?”
“Ho buon gusto per il cinema.”
“Ripudiare i più grandi registi della storia mi sembra proprio l’opposto del buon gusto.”
“Non ho detto che li ripudio.”
“No?”
“Ho detto che ho gusti particolari.”
“Bah.”
“Kubrick, ad esempio, ha soltanto portato su schermo grandi capolavori della letteratura. E dove stanno le grandi idee? Leonardo sarebbe considerato un genio se avesse copiato la Vergine delle Rocce?”
“Ma cosa dici. Kubrick ha interpretato a suo modo tutti i soggetti sui quali ha basato i suoi film, traducendoli ed adattandoli al linguaggio cinematografico in maniera magistrale, talvolta stravolgendoli completamente. Non è arte, questa?”
“È troppo facile così.”
“Provaci tu.”
“Io non faccio cinema. Almeno per ora.”
“E allora sentiamo. “
“Cosa?”
“Chi sarebbe il regista più grande di tutti i tempi?”
“Non vuoi saperlo davvero.”
“Oh sì che voglio.”
“Ok.”
“Beh?”
“Arsenij Tarkovskij.”
“…”
“…”
“Tarkovskij?”
“Già.”
“E perché proprio lui?”
“Perché sì.”
“Risposta esauriente.”
“Perché era un poeta.”
“E Chaplin non lo era?”
“Oh, lo vedi che non riesci proprio a capire. Tarkovskij era un vero poeta.”
“Mi sembra un giudizio assolutamente soggettivo.”
“L’arte è soggettiva per principio.”
“Vero. Ma il cinema non è fatto di sola arte. È anche tecnica.”
“Scherzi.”
“Non scherzo.”
“…”
“…”
“Ogni istante dei nostri incontri festeggiavamo, come un’epifania, soli a questo mondo.”
“Eh?”
“Zitto!”
“…”
“…”
“…”
“Ogni istante dei nostri incontri festeggiavamo, come un’epifania, soli a questo mondo. Tu più ardita e lieve di un’ala di uccello, scendevi come una vertigine saltando gli scalini, e mi conducevi oltre l’umido lillà, nei tuoi possedimenti al di là dello specchio.”
“…”
“Quando giunse la notte mi fu fatta la grazia, e nell’oscurità in cui la nudità luceva e lentamente si chinava, nel destarmi dissi: ‘Tu sia benedetta’, conscio di quanto irriverente fosse la mia benedizione.”
“…”
“La conosci a memoria.”
“Sì.”
“…”
“…”
“È molto bella.”
“Sì.”

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